6 aprile 2020
Carissimi fratelli e sorelle della Comunità di Celadina
Carissimi fratelli e sorelle della Comunità di Celadina,
all’inizio di questa Settimana Santa, così diversa dalla altre, vorrei condividere con voi alcuni pensieri che affollano la mia mente, ma forse anche la vostra.
Stiamo sperimentando una situazione eccezionale, che ci fa riflettere sul nostro modo di vivere. Incominciamo ad essere coscienti che il “dopo” sarà diverso: solo uno sprovveduto può illudersi che si tratti semplicemente di una parentesi e che un giorno tutto riprenderà come prima.  Saremo costretti a cambiare, per inserirci in una nuova realtà sociale ed economica, e cambierà anche il nostro modo di essere cristiani. Celebrando la Messa nella chiesa vuota, non riesco a non chiedermi se questo tempo di chiese vuote non rappresenti una sorta di monito per ciò che potrebbe accadere in un futuro prossimo.  I segnali ci erano già stati dati: il numero sempre minore di cristiani che partecipano alle celebrazioni, l’assenza dei giovani…
Forse siamo giunti al bivio: continuare come prima o decidere di incominciare a percorrere un sentiero di conversione, che ci guidi ad essere cristiani, non per abitudine o per tradizione, ma perché vogliamo diventare cercatori di Dio nella vita di ogni giorno.
Le chiese sono vuote e silenziose, come la tomba di Cristo il Sabato Santo, ma il Signore viene nelle nostre case, che sono vive, perché “in Galilea (nel nostro quotidiano) lo incontrerete”.  Ama tanto gli uomini, da non sapere stare senza di loro!
Le nostre case sono il luogo della presenza del Signore.
Lì siamo riuniti con i nostri figli e con la persona che ha creduto al nostro amore.
 
La casa è il luogo della benedizione di Dio, che è la pienezza della gioia.
Sarebbe bello per questo preparare tutti insieme in famiglia il pane della Pasqua, impastandolo con le nostre mani.
La Domenica di Risurrezione, dopo aver preparato la tavola a festa, metteremo al centro il pane.
I genitori lo benediranno, lo spezzeranno e lo distribuiranno perché sia condiviso tra tutte le persone che si vogliono bene.

 
La famiglia è la chiesa domestica dove si annuncia, si celebra con la preghiera e si testimonia nella vita l’amore di Dio.
Con l’aiuto dalla sua Parola, il Signore ci dia il dono di scoprire che Lui si fa vicino a noi proprio nel momento in cui noi non possiamo andare in chiesa per essere vicini a Lui.
Con questa speranza affido a Dio Padre tutti voi di Celadina,
che siete sempre nella mia preghiera.

Don Davide

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